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LA BERRETTE A RIGHE (nella leggenda del Lago Pratignano)

LA BERRETTE A RIGHE (nella leggenda del Lago Pratignano)

– A volte, sai, ho la sensazione di aver inseguito un sogno e poi di esserci cascata dentro. A te non è mai capitato? – – Mah! Non saprei, ma credo sia capitato il contrario a me: cascarci dentro senza inseguire niente.–

La Grotta delle Fate… e la leggenda

E’ un luogo magico ancora oggi, un ambiente dove il tempo pare rallentato, coinvolge il corpo e la mente e ti senti attratto, costretto a fermarti e ascoltare.

Una leggenda che si tramanda da secoli narra di malefiche Fate che dimoravano nella Grotta presso il Lago Pratignano nell’Alto Appennino Modenese.

Fate protettrici della Natura ma che per salvaguardarla attiravano i viandanti, che da quelle parti passavano, sulle acque del lago, per poi affogarli sedotti dalla loro bellezza.

E’ una leggenda che risale al tempo dei Celti quando essi, vinti dai romani, si trasferirono sui monti dell’Appennino Modenese, tante testimonianze presenti ancora oggi lo confermano.

Si narra che queste Fate si stabilirono in quel luogo, considerate Sacerdotesse esse vissero a lungo nella grotta sotto il Becco d’Aquila, una roccia che balza nel vuoto sul costone posto a Est del lago.

Nelle giornate nebbiose e fredde le Fate uscivano per danzare sulle acque grigie del lago attirando in tal modo i pochi viandanti che, loro malgrado, passavano da quelle parti.

Sedotti da tali bellezze, nella ruvidità del paesaggio, come sotto ipnosi essi giungevano al centro del lago dove le Fate, al suono suadente e inebriante della musica che le acque emanavano, esse danzavano. Troppo tardi i viandanti si accorgevano dell’inganno e, senza più uscirne, annegavano nelle sue fredde acque.

Ancora oggi il respiro di quei luoghi ci accompagna a leggende arcaiche… ma siamo sicuri che siano soltanto frutto di fantasia…?  mauro barbolini


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